tocatì

C’è questo Festival a Verona che ci chiama TOCATI’, che in Veneto significa “tocca a te”, e questo è stato il mio secondo anno da volontaria… pensa, è l’unico Festival Ludico in europa, e forse al mondo, con 4 giorni di giochi in strada.

I volontari che fanno funzionare “la macchina del Tocatì sono più di 400.

Il Tocatì viene messo in piazza e strada da ben 17 anni. Devo dire che Verona ha sempre saputo mettere in piazza giochi, tornei ed eventi sportivi e programma,  senza sosta, eventi che, per chi abita in centro, probabilmente sono spesso delle vere rotture di scatole, ma rendono la città viva, vibrante, creativa  e sempre impegnata con attrazioni ed eventi allettanti per turisti e non.

il Tocatì mette in strada tutti i giochi che quando eravamo bambini giocavamo nei cortili e con l’occasione ruotano attorno moltissimi eventi.

Ogni anno si ospita una nazione diversa, che porta qui in strada le proprie tradizioni, sai i giochi popolari e tradizionali, tipo la lippa o il calcetto, le musiche, i canti e i balli permettendo a cittadini e turisti di sbirciare le tradizioni popolari degli altri.

Credo che il gioco sia un modo semplice per avvicinare le persone, per socializzare, imparare ed educare a stare insieme,  credo sai uno strumento utilissimo per apprendere.

Noi volontari siamo quasi 500 e si creano legami che prima non immagini tra sconosciuti che ridendo, scherzando e giocando imparano a conoscersi, confrontarsi e a mettersi in gioco nell’attività del volontariato.

Devo dire che è stancante ma molto divertente.

E’ colore, divertimento, sudore, risate, suoni musicali, persone, accenti e lingue diversi, piazze, birre, balli, monumenti e riempie la città.

Bella la mia città presa d’assedio per gioco.

  
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no fear, it’s life only

Non ricordo mai i miei sogni, o raramente, in questo periodo poi ho lavorato molto e sognare figuriamoci!

Ieri ho sognato di morire.

Ero in macchina da sola, di notte, riconosco il posto, la strada, la curva, l’avrò fatta mille volte eppure mi schianto con la macchina,  ma non muoio subito… sto lì e capisco che sto per morire.

Vedo un altra macchina schiantata, forse lo scontro è stato frontale, dentro,  una donna che non riconosco, il viso pieno di sangue, è bloccata nell’auto sembra, mi guarda e vedo lacrime sgorgare dai suoi occhi  spenti.

Non ho paura.

La morte non mi ha mai fatto paura, la sofferenza e il dolore invece si.

A volte  penso che morire non è male se hai vissuto, è se hai aspettato a vivere, se non hai colto il momento, se non hai avuto curiosità da esplorare, se la vita l’hai lasciata scorrere tra le dita che allora ti dispiace morire. E’ come lasciare qualcosa di incompiuto, qualcosa di non finito… e allora in quegli attimi ti accorgi che il film è finito troppo presto,  non te lo sei gustato.

Bisognerebbe vivere quando si può.

Serate romantiche a guardare film porno

In realtà la pornografia è tutta nella mia mente e nei miei desideri…. non hai per la testa nessuno da tempo perché la vita non ti ha regalato nessuno che ti piacesse davvero e poi sbatti il muso contro uno che con te non ha niente a che fare… a cominciare dal codice di avviamento postale del quartiere dove è nato tatuato sull’avambraccio…  mi scappa da ridere quando penso a quanto sia lontano da me che  non ho nemmeno una stellina tatuata sulla caviglia o sul polso e quanto mi piaccia quest’uomo.

Sembra un film, ma non lo è. Stavolta si tratta di me.  Letteralmente investita da quest’uomo che stamattina chiacchierando al telefono mi ha ricordato  che quando io cominciavo a lavorare lui andava ancora alle elementari…. Dio mio!

Ma stasera succede che sto da sola sul divano a guardare un film dove lei frequenta un lui, ma è innamorata di un altro che a sua volta sta con un’altra, ma è innamorato di lei. Alla fine, ma solo alla fine del film,  si mettono insieme, dopo un matrimonio fallito di lei e un paio di convivenze di lui.

Lui stasera, sta andando al compleanno della figlia della sua compagna mentre io sto qui a farmi domande sul senso di questa storia. E i pensieri fanno un sacco di rumore, bevo una birra e mangio pane salsiccia e cipolline, ma il rumore rimane.

Mi passano davanti agli occhi le immagini di una famiglia felice,  e io mi sento un disastro, ma alla fine ‘ste cose si fanno in due no?  e allora perchè mi sento così colpevole?

Quale senso poi? Lo sanno tutti come vanno queste cose e si sa che qualcuno si farà male se lascerai crescere i sentimenti.

La pubblicità che passa in TV dice che ha così tanti optional che tutti gli altri spariscono e sembra parlino di lui, tanto da farmi sorridere, lui dice che io mi espongo poco in questa storia, ma in realtà, per le cose viste da questa parte,  mi sono esposta tantissimo.

E mi viene da ridere….

La vita degli altri

È da un po’ che non ho tempo di scrivere perché il lavoro mi impegna molto.

Ieri, e l’altro ieri, per esempio, ero a Milano… ieri sera sono rientrato con Italo, Smart, di solito viaggio su Frecciarossa che mi pare più composto. Su Italo è come stare al mercato. Senti i fatti di tutti, credo che l’anonimato dia loro il diritto di dire a tutti i fatti loro.

Ieri mattina,  quello dietro a me discuteva della propria relazione e degli atteggiamenti della compagna al telefono con qualcuno che non era l’interessata, il tutto farcito da non me frega un cazzo, sono cazzi suoi, mi ha rotto i coglioni e via dicendo… a me si è stretto il cuore pensando che non potrei mai parlare così di qualcuno a cui voglio bene.

Ieri sera, il signore accanto a me a fatto abbassare la voce a un gruppetto di donne starnazzanti. Devo dire che ha chiesto gentilmente e loro hanno accolto la richiesta senza discutere, così ho potuto sentire un uomo e una donna,  dietro un paio di posti,  che si raccontavano le modalità di approccio tra uomo e donna… lei raccontava di un uomo che l’aveva invitata per un tè e, con tono sprezzante, diceva che non sarebbe mai uscita con uno che le proponeva un tè. Io invece come primo approccio lo trovo delicato e, non solo, ma breve e, tra l’altro, consente una via di fuga ad entrambi se non funziona, indolore insomma. Invece di investire in cene dalle quali magari non vedi l’ora di sottrarti o vorresti essere morta già all’antipasto… Poi se va bene il tè, si apre un mondo di possibilità. È un mio punto di vista, ma che riflette anche l’anima dell’uomo che propone il tè. Riflessivo, delicato e paziente. Forse anche timido o, come me, spaventato dalle possibili cantonate di  una cena.

Poi qualcuno ha subito una lavata di capo per telefono a causa di una mail che tra i destinatari aveva incluso qualcuno che non doveva esserci… dopo una telefonata del genere io mi dimetterei.

Qualcuno parlava al telefono con una Valeria Marini, qualcuno, maschio, discuteva di borse da donna al telefono, qualcuno parlava al telefono in inglese, che pareva il mio visto che lo capivo,  gli servivano delle firme, una donna al marito chiedeva se cenasse lui con il figlio perché lei non rientrava e alla richiesta di spiegazioni del marito rispondeva che era venerdì e dopo il lavoro usciva e dove e con chi non erano affar suo, era seccata.

Insomma ho rimpianto l’executive della scorsa settimana.

Eh? È Natale?

Ciao, come va? Come così così… come mai? Sei a meno 36 ore a Natale… si, certo capisco, chi è che diceva che a Natale sono tutti più buoni? Ahahahah Che Natale è l’unica occasione che si presenta ogni anno per dimostrare di poter essere migliori senza farne un caso?
Si, si. Come no! Credici!!!
Ahahahah Capisco, Tu sei nervosa? E come mai? Nn sei contenta del Natale? Eppure so che ti piace il Natale…ah perché ti investono un sacco di emozioni da gestire in questo periodo…
Come? eh già, ma guarda che è un periodo difficile per tanta gente, non solo per chi ha famiglia, pensa chi non ce l’ha…
Come dici? Eh ma non puoi fare degli altri il tuo capro espiatorio, poi finisce che rovini il Natale a qualcuno, quindi tieni duro e pensa che passerà…. Il 7 gennaio è tutto finito.
Si certo, lo so. Ma tanto non lo capisce nessuno, nessuno si ricorda mai di niente… e poi vai a pranzo dai tuoi? Ah si vero, beh dai, dovresti essere abbastanza preparata da poterli affrontare, sarà un pranzo innocuo per te no?
Ah già. Non sei mai abbastanza preparata. Dai, sei solo troppo fragile oggi….hai qualche nervo scoperto per via del periodo.
Ma si, non pensarci troppo…
Tuo figlio… un uomo, ha la sua Famiglia, una moglie e figlia che sono delle gioie x occhi e cuore… E allora?
Fanno la loro vita in modo normale, sì lo so, la tua lo è un pochino meno rispetto la media, ma è la tua e cerchi da sempre di gestirla meglio che puoi nel rispetto sempre degli altri…
e allora? Qual è il problema? Che colpa?
Perchè piangi? Eh?
E allora? Chi dice che sei sbagliata?
Guarda che sei una persona che si è sempre data da fare x se e per gli altri, sempre coerente, anche perché diversamente non sei capace, sei sincera, onesta, leale, diretta e semplice, non c’è niente tra le righe e niente da capire, sei quello che dici e che si vede, alcune volte in difficoltà altre meno, e allora perché non vai bene?
eh, lo so, va beh lo sappiamo no? non vai mai bene come sei… Non sei abbastanza, mai abbastanza affettuosa, non sei abbastanza materna senza contare quello che hai vissuto, non sei mai stata abbastanza donna perché ti piacciono le moto e le macchine e le “Donne” sono diverse, non sei mai stata abbastanza sottomessa, non sei mai abbastanza carina, abbastanza dolce, abbastanza accondiscendente, abbastanza sociale e socievole, abbastanza paziente, abbastanza alta, abbastanza magra, abbastanza ordinata, abbastanza… abbastanza…
Dai su, non fare così… Piangere non migliora la situazione.
Lo so e lo sai anche tu che hai sempre cercato di fare il meglio per tutti anche se non era sempre il meglio per te, ma nessuno se lo ricorda. Nessuno ricorda mai che quello che fai non è solo per te… eppure non è abbastanza!
Nemmeno a Natale vai bene come sei… tutto normale no? Ora ti saluto.
Passa un buon Natale.
Auguri e aaluti a tutti anche da parte mia. Baci

l’attesa

Intanto che aspetto faccio cose.

L’attesa segna la vita di tutti noi, siamo tutti sempre in attesa di qualcosa, del momento giusto, soprattutto. Quello che probabilmente non sarà mai abbastanza giusto per noi che viviamo in attesa.

Di un momento, di una parola, di un abbraccio, di tempo, di conforto, di un sorriso, di una telefonata, di una persona… l’attesa è il sinonimo del desiderio.

L’ attesa è un desiderio, “quel” desiderio, desideriamo che si avveri. E nel frattempo? Nel frattempo ci riempiano di cose da fare e di desideri che mettiamo in coda, in attesa che si realizzi il desiderio in carica. Mi viene da ridere a pensarci,  ma è così, se non fossimo lì , in attesa,  sarebbe come non ci importasse e non ci penseremmo nemmeno.

Invece ci pensiamo eccome. Ci prepariamo quasi.

Io mentre sbatto la testa sul muro di fronte cercando di far  combaciare documenti a  progetti approvati, desidererei un abbraccio e un sorriso. Niente di che, no? però sarebbe di conforto, un abbraccio che porta la certezza di riuscire a caricare nei tempi previsti i documenti sul sito della Regione per ottenere i contributi…

Ieri sera pensavo a come la mia educazione si scontri con i miei desideri, si si, si scontrano proprio… il mio desiderio di invitare un uomo che mi piace molto a bere qualcosa con me, per fare quattro chiacchiere, conoscerlo meglio e vedere che succede.

Gli uomini sostengono che siamo noi donne a decidere, e qui scatta la mia educazione… mia madre mi ha insegnato a non fare, a non avere iniziative. Se un uomo ti vuole deve fare lui qualcosa. Tu stai lì, ti fai solo ammirare e desiderare…. beh, io sarei anche stufa.

Anche perchè di questi tempi è pieno di donne piene di iniziativa in giro e io ho continuamente l’impressione che per educazione,  e mettici pure timidezza,  ho perso e perdo continuamente treni o tempo, quello che passa su di me. Magari perdo treni, di quelli a corto raggio, ma comunque  non li ho presi, perchè sono sempre in attesa di qualcosa. Di che poi? di lui che mi inviti fuori?

La scorsa settimana mentre cercavo di esercitarmi a superare questo empasse, ogni tanto mi metto di impegno e qualche cazzata la faccio, ho detto a un tale che sta con me nello stesso gruppo di singles, e che non conoscevo, che si poteva mangiare insieme qualche volta… lui mi è sembrato un pò incerto, non sapeva dove andare e ho dovuto io proporre, e fin qui va beh, capita di non avere idee, io ero tranquilla: per male che vada diventeremo amici…. mai ottimismo fu così mal riposto!

Non vedevo l’ora finisse la pizza…. non ci si capiva su niente.  Abbiamo parlato di diverse cose cercando argomenti in comune, e potevano anche essercene, ma non ci si capiva.

E dopo voleva fare un giro in centro mentre io “crollavo per il sonno e la giornata difficile”.

Da allora mi bombarda di “buon giorni”, fotine di fiori e frasi carine… siccome rispondo una volta su cinque, oggi mi ha chiesto se sono arrabbiata. Gli ho detto che non so cosa rispondere ai suoi messaggi…. ecco credo di dover scegliere meglio con chi esercitarmi  a mettere in pratica le mie iniziative.

in questi giorni post ferie ho bisogno di trovare motivazioni, ho ancora negli occhi la Sardegna e le emozioni  di questa settimana ad arrampicare sugli isolotti, a camminare in mezzo al nulla e  alle miniere abbandonate nei pressi di Iglesias, il Pan di Zucchero, Tavolara e nuotare nell’acqua trasparente al largo dell’arcipelago della Maddalena.

Ogni tanto credo di non essere fatta per stare a questa scrivania, la motivazione la trovo solo nel saldo del mio conto corrente, che per la mia natura non è molto motivante.

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Gli occhi felici

E niente, succede che ascolti la notte, ma gli unici rumori che senti sono quelli dei tuoi pensieri… che saltano di qua e di là, inquieti.

Da folletti folli…

Pensi a quanto è complicato spiegare le emozioni a chi vive di testa e non con il cuore, a quanto ti sembrano inappropriate le parole per definire le tue emozioni, per spiegare a qualcuno il tuo “no, non posso”, che non significa non mi interessa, ma che mi farebbe troppo male dopo…. ma lui che ne sa?
Chi è emotivo non è debole, è che deve difendersi, proteggersi…
a come alle tue domande “ciao, come va? come stai? vai in vacanza?” non ci sia mai, alla fine della risposta, un “E tu?”
Ti viene in mente il tale che nell’intervista diceva di essere innamorato dell’amore, perchè è l’energia che fa girare il mondo, ma in fondo non ci credi… non credi sia l’amore a far girare il mondo, altrimenti a questo mondo ci sarebbe meno dolore… o no? Si impara a convivere con tutto, no? Anche con il vuoto. Il vuoto d’amore o di emozioni … Ma quale vuoto e vuoto, tu nn hai una sera vuota, sei sempre in giro finché stai dritta….
Chissà il pan di spagna dell’altro ieri sera come faceva ad essere così buono, soffice e leggero? e oggi? sospiri,  alcune persone portano la tensione a vista, tanto che sembra l’aura viola di una pubblicità di tanti anni fa e speri,  per loro,  sia solo temporanea e che non diventi abitudine…
Allunghi un braccio, ti giri e rigiri… ma da soli, nel letto, le posizioni che si possono assumere non sono poi molte, ti fa male il gomito, hai dimenticato la fascia, ti alzi e vai a bere… guardi fuori e vorresti fare due chiacchiere, un sorriso e una buona notte sarebbero bellissimi, ma non c’è nessuno che vorresti sentire.
Pensi che devi ricordarti di portar fuori l’umido domani mattina, che ormai di umido solo quello è rimasto e ti scappa da ridere da sola, sai che sei tu a volere così,  mentre pensi alla camminata in notturna da fare la prossima settimana con la cena in rifugio…
Quando mostri le tue debolezze, devi fare attenzione, ma tanto ormai non lo fai più con nessuno, perchè c’è chi ne approfitta e chi invece se ne prende cura. È così che conosci il valore delle persone, ma dei secondi non c’è traccia…
E quelli che vivono in relazioni stabili e cercano in tutti modi di destabilizzarle attraverso altre persone, ma cosa pensano? pensano, soprattutto?

Sabato sei in servizio, venerdi sei di notte e sabato notte di nuovo… e vorresti anche andare in montagna domenica? ma come fai a incasinarti sempre così? E ti viene un sorriso… Se ci fosse qualche ora in più riempiresti anche quella.
il giappo stasera era proprio buono, ti mancano i soliti amici…. ecco con chi vorresti parlare adesso. Con qualche naso rosso… nessuno diceva di giocare con Pokemon Go, eppure se ne parlava ovunque, quasi quasi potresti farci un giro giusto x vedere com’è,  capire il fenomeno e, sopratutto, se davvero è  finito.

Ecco, una carezza, ah no è solo un filo aria, ecco… il mare finalmente e ti viene un sorriso.
I tronchi sulla spiaggia, forse il mare era stato agitato. L’aeroporto di Madrid e il ragazzo  alto e gentile che ti spiegava dove andare a prendere la metro per arrivare in centro…. La spiaggia di sabbia con le dune, non vedi il mare. Sembra Sal,  ma il profumo nell’aria ricorda Malta e l’amore ti riempie il cuore tanto da non esserci posto per nient’altro. Ricordi perchè ti eri innamorata di lui? Perché con te rideva.  E, quando rideva, aveva gli occhi felici e ti sentivi il suo mondo… ecco perché!

Una musica di sottofondo ti riporta alla realtà, al tuo letto, alla sveglia delle sei e venti, alla doccia e a un giorno tutto nuovo.